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I Villaggi degli Alpinisti, misurati: cosa dicono i dati dei 17 paesi che hanno detto no al turismo di massa

Dalle Alpi Liguri alla Carnia, 17 comuni italiani portano il marchio dei club alpini: niente impianti, tetto ai posti letto, cultura viva. Li abbiamo passati tutti al motore: 12 hanno una scheda, 5 no — e il loro vero avversario non è il turismo, è lo spopolamento.

Redazione Riborgo·ott 2026·7 min di lettura
Cibiana di Cadore, il paese dei murales
Foto: kallerna, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Una rete che sceglie di restare paese

Nel 2008 il club alpino austriaco ha avuto un'idea controcorrente: premiare i paesi di montagna che NON si trasformano in località turistiche. Niente comprensori, un tetto ai posti letto, mobilità dolce, cultura alpina viva. L'iniziativa si chiama Bergsteigerdörfer — Villaggi degli Alpinisti — e oggi unisce 41 località in cinque paesi sotto i rispettivi club alpini, CAI compreso; in parallelo il CAI certifica i propri Villaggi Montani, marchio nazionale gemello. In Italia, tra le due reti, i comuni coinvolti sono 17: dalle streghe di Triora ai murales di Cibiana di Cadore, dalle sorgenti del Po sopra Crissolo alle viles ladine di Lungiarü.

Li abbiamo candidati tutti al motore e misurati come ogni altro borgo — stessi raccoglitori, stessi criteri, stessa asticella. Il marchio dei club alpini sta sulle schede come badge con il link ufficiale, ma non vale un punto: da noi i riconoscimenti informano, non votano.

Cosa dicono i numeri: clima perfetto, due quasi-blu

Dodici dei diciassette hanno superato l'asticella editoriale e hanno una scheda pubblicata. In testa due sorprese lombardo-venete: la Valle di Lozio, quattro borgate sotto la Concarena, sfiora la fascia blu con 74 — vitalità 100 e clima 100 — e Cibiana di Cadore la segue a 73, con un tessuto di luoghi di aggregazione che vale anch'esso 100. Poi Crissolo, Paularo e Opi a 62, Triora a 61, Bagnone a 63 (versione dei punteggi di ottobre 2026).

Un tratto li accomuna quasi tutti: il clima estivo è da manuale — a quelle quote luglio resta sotto i 20 gradi, e il pilastro vale 100 in nove casi su dodici. E la ricettività censita dall'ISTAT, il segnale che abbiamo aggiunto a settembre, qui fa esattamente il suo mestiere: misura paesi che accolgono senza essersi venduti.

Valle di Lozio (BS)74pagella media dei villaggi con scheda (versione di ottobre 2026)
Cibiana di Cadore (BL)73pagella media dei villaggi con scheda (versione di ottobre 2026)
Bagnone (MS)63pagella media dei villaggi con scheda (versione di ottobre 2026)
Crissolo (CN)62pagella media dei villaggi con scheda (versione di ottobre 2026)
Paularo (UD)62pagella media dei villaggi con scheda (versione di ottobre 2026)
Opi (AQ)62pagella media dei villaggi con scheda (versione di ottobre 2026)
Triora (IM)61pagella media dei villaggi con scheda (versione di ottobre 2026)
Malles Venosta (BZ)59pagella media dei villaggi con scheda (versione di ottobre 2026)
Amandola (FM)59pagella media dei villaggi con scheda (versione di ottobre 2026)
Cansano (AQ)59pagella media dei villaggi con scheda (versione di ottobre 2026)
Balme (TO)56pagella media dei villaggi con scheda (versione di ottobre 2026)
S. Martino in Badia (BZ)50pagella media dei villaggi con scheda (versione di ottobre 2026)

Il tallone d'Achille non è il turismo: è il futuro demografico

C'è un numero che in questa rete fa male: il pilastro futuro. Balme 1, Lozio 2, Crissolo 3, Paularo 5, Cibiana e Cansano 0. Significa popolazione in calo del 15% e oltre nel decennio: i paesi che meglio hanno difeso il paesaggio sono gli stessi che più faticano a trattenere le persone. È il paradosso che il marchio prova ad aggredire con un turismo lento che generi reddito senza stravolgere — e i nostri dati, aggiornati a ogni giro, diranno negli anni se funziona.

Le eccezioni sono istruttive: Malles Venosta e San Martino in Badia, gli unici due altoatesini, hanno il futuro a 73 e 74. Dove i servizi restano in valle e l'economia di montagna è struttura, la gente resta — perfino nelle valli senza impianti come quella di Mazia.

I cinque che non hanno (ancora) la scheda

Val di Zoldo, Acceglio, Canosio, Marmora e Zoppè di Cadore restano «osservati»: il motore li ha misurati, ma la pagella provvisoria non raggiunge la soglia per una scheda onesta. Il motivo è quasi sempre lo stesso — zero ferrovia, servizi a fondovalle, decenni di spopolamento — e cioè proprio le condizioni estreme che rendono questi luoghi ciò che sono. Marmora ha 58 abitanti: è il comune più piccolo che il motore abbia mai valutato.

Nessuna deroga per il marchio, nemmeno qui: restano nel database, vengono rivalutati a ogni giro mensile, e quando i dati basteranno la scheda si pubblicherà da sola. Preferiamo un elenco dichiarato a una pagella gonfiata.

Dove esplorarli

Tutti e diciassette — storie, curiosità, mappa navigabile e schede — stanno nella pagina di progetto dedicata, e i dodici pubblicati si filtrano nella classifica e sulla mappa generale. Se uno di questi paesi vi somiglia, la Bussola sa tenerne conto: il silenzio, da oggi, è un dato anche lui.