La misura: letti censiti, non recensioni
L'ISTAT censisce ogni anno la capacità degli esercizi ricettivi di ciascun comune: alberghi, bed & breakfast, campeggi, case vacanza, agriturismi — quanti esercizi, quanti posti letto. È una fonte terza e completa, l'opposto delle stelline: non misura quanto un posto piace, misura quanta accoglienza un paese tiene in piedi. Dall'edizione 2025, questi numeri stanno su ogni nostra scheda, nel pannello della vitalità.
Il quadro d'insieme: 327 dei 341 borghi mappati hanno almeno un esercizio censito; solo 14 sono a zero. Il borgo mediano offre 79 posti letto ogni mille abitanti — uno ogni tredici residenti. L'accoglienza, nei piccoli comuni italiani, non è l'eccezione: è infrastruttura ordinaria.
Dove l'accoglienza supera gli abitanti
In cima c'è Andalo (TN): 6.971 posti letto per 1.220 abitanti, 5,7 letti per residente, distribuiti su 471 esercizi. Seguono Porto Cesareo (LE) con 21.631 letti (3,3 per abitante) e Ricadi (VV), la costa di Capo Vaticano, con 15.793. Poi Orta San Giulio (NO) sul suo lago, Peschiera del Garda (VR), Borca di Cadore (BL) sotto l'Antelao, Sperlonga (LT), San Bartolomeo al Mare (IM) e San Zeno di Montagna (VR) sul Baldo.
La geografia è quella che ci si aspetta — neve, laghi, coste — ma con una differenza che i numeri rendono visibile: in alcuni di questi paesi l'accoglienza convive con una comunità che funziona tutto l'anno (Andalo è anche il borgo con la pagella più alta d'Italia, 96; Peschiera e San Zeno stanno in fascia 80), in altri i servizi e la vitalità invernale raccontano un'altra stagione. Il punteggio li distingue proprio perché i posti letto non sono tutto.
Quanto conta nel punteggio (poco, di proposito)
Nella pagella i posti letto valgono al massimo 8 punti su cento: un punto ogni 100 posti letto per mille abitanti. Il principio, scritto nella metodologia, è doppio. Primo: contiamo la capacità tenuta attiva, non le presenze — un paese che tiene aperti i suoi letti sta facendo un investimento di accoglienza anche nelle stagioni in cui non si riempiono. Secondo: il tetto è basso perché un chilometro di seconde case e alberghi non è una comunità, e il nostro indicatore di vitalità deve premiare chi il paese lo vive, prima di chi lo visita.
Per chi valuta un trasferimento, però, questo numero ha un significato pratico spesso trascurato: dove c'è ricettività c'è lavoro stagionale, ci sono servizi che restano aperti, c'è un'economia che non dipende solo dai residenti. E c'è un posto dove far dormire gli amici che vengono a trovarvi.
Come usare questo numero
Il dato dei posti letto sta su ogni scheda, col suo anno e la sua fonte, accanto agli altri segnali di vitalità. Se state scegliendo il vostro borgo, il modo giusto di leggerlo è incrociarlo: tanta ricettività più servizi alti e popolazione stabile è un paese vivo che accoglie; tanta ricettività con vitalità bassa d'inverno è una località, non (ancora) una casa.
La Bussola tiene conto di tutto questo quando vi suggerisce i borghi più adatti al vostro profilo; e se un numero della vostra zona non vi torna, segnalatelo dalla scheda — a correggerci, come abbiamo raccontato la settimana scorsa, ci si guadagna tutti.
