I borghi non sono in gara tra loro
Il primo malinteso da sciogliere: la pagella non è una classifica travestita. Ogni pilastro risponde a una domanda assoluta — quanto ci si vive bene, qui, su questa dimensione? — contro soglie fisse e pubblicate nella metodologia. Un 80 in logistica significa stazione vicina e fibra vera, a Scalea come in Valtellina; e resta un 80 anche quando mappiamo cento borghi nuovi, perché il punteggio dipende solo dai dati di quel paese.
È una scelta di campo: il percentile — "meglio del 70% degli altri" — avrebbe premiato la fortuna della concorrenza debole. Il criterio assoluto premia i fatti.
"Pagella su 5 pilastri": cosa significa
Sotto il voto di molte schede trovi una dicitura tipo "su 5 pilastri". Significa che un pilastro — quasi sempre il mercato immobiliare, in attesa delle quotazioni ufficiali — non è ancora calcolabile, e la media è fatta sui restanti. La tentazione ovvia sarebbe mettere zero dove il dato manca: sarebbe anche la scelta sbagliata, perché uno zero inventato è un'informazione falsa. Un numero costruito su cinque dati non è identico a uno costruito su sei, e va letto sapendolo: per questo lo dichiariamo invece di nasconderlo.
La stessa regola vale dentro i pannelli "Approfondisci": le righe "non rilevato" sono caselle in attesa di censimento — non pesano né a favore né contro.
Ogni numero ha nome e cognome
Apri un pannello qualsiasi e sotto ogni dato trovi fonte, data di rilevazione e metodo: ISTAT per la popolazione, AGCOM per la fibra, OpenStreetMap per stazioni e luoghi, il Ministero della Salute per le farmacie, gli elenchi del 5×1000 per il terzo settore. Se un numero non torna — conosci il tuo paese meglio di qualsiasi database — in fondo alla scheda c'è "Segnala un dato sbagliato": la proposta passa dalla revisione e, se accolta, viene pubblicata con la sua fonte. La pagella non è un verdetto: è una fotografia con la data, fatta per essere corretta.
